Tra simbolismi pericolosi e nostalgia dei tempi andati “La canzone della Granata” di Giovanni Pascoli: perchè alla Scopa simbolo per antonomasia di pulizia, più che dedicargli una Giornata Mondiale dell’Onu, bisognerebbe proclamarla proprio patrimonio mondiale dell’Umanità di Andrea Cometti
Visionando l’interessante sito (https://unric.org/it/calendario-giornate-internazionali/) delle Nazioni Unite – di cui consigliamo caldamente un’attenta lettura – essendo una vera e propria cartina di tornasole per capire il complicato momento storico, che ci è stato dato in sorte di vivere; scopriamo che tra le 218 Giornate Internazionali tematiche dedicate a qualcosa o qualcuno manca colpevolmente una giornata dedicata a quello storico utensile dell’umano vivere, tanto utile quanto snobbato, che è la povera Scopa.
Scorrendo l’elenco molto Politically correct notiamo che, dai simpatici tonni ricordati il 2 maggio si passa – manuale di ornitologia alla mano – agli uccelli migratori l’8 maggio, dalle patatine fritte il 30 maggio con il Patata day al Jazz il 30 aprile e ancora allo Yoga il 21 giugno sino, udite udite le Latrine, leggasi Toilette omaggiate trionfalmente il 19 novembre con una Giornata Mondiale dei Servizi Igienici, per un sacrosanto diritto ad una defecatio sostenibile. Pensano proprio a tutto costoro e per il nostro bene s’intende.
Nel merito comunque, tutte categorie degli ultimi o dei così detti fragili, in linea con le varie Agende Green, Rosa e Arcobaleno tutte ampliamente ricordate e rappresentate: c’è l’olivo il 26 novembre e persino la Giornata Mondiale del Carneade Argan il 10 maggio, che ci spiegano essere un caratteristico albero del Marocco, c’è la Giornata della Madre Terra il 22 aprile, la Pachamama di papa Bergoglio per intenderci, ma manca sempre lei, la nostra bistrattata Granata, altra denominazione delle Scope fatta al modo delle genti toscane.
Sì, proprio lei, quella a cui Giovanni Pascoli dedicò una commovente poesia: “La canzone della Granata”: componimento pubblicato nel 1899 e successivamente raccolto nei famosi Canti di Castelvecchio nel 1903 che, facendoci immergere in quella originale dimensione tutta pascoliana, comincia così: “Ricordi quand’eri saggina, coi penduli grani che il vento scoteva, come una manina di bimbo il sonaglio d’argento?”.
La Granata per il grande poeta romagnolo appartiene alla disprezzata categoria degli “Ultimi frutti”, sempre sottomessa da suscitare pietà persino nel suo realizzatore, perchè artefice del suo silenzioso tormento: “Un vecchio ti prese, recise, legò, ti privò della bella semenza tua rossa, e ti mise nell’angolo, ad essere ancella” e ancora: “Sei l’umile ancella, ma regni su l’umile casa pulita. Minacci, rimproveri; insegni ch’è bella, se pura, la vita”.
Chiudendo con un finale drammatico: “Insegni, tu sacra ad un rogo non tardo, non bello, che più di ciò che tu mondi, ti logori tu!”, ovvero una fine poco onorevole per questa docile ancella, che mai si era sottratta al proprio destino e quindi una fine terribilmente ingiusta.
Quanta saggezza e verità in queste rime pascoliane, per la nostra povera Scopa, che meriterebbe proprio un raddoppio: oltre la Giornata dell’Onu, coinvolgendo l’Unesco la proclamazione ad essere Patrimonio Mondiale dell’Umanità, lei simbolo per antonomasia di pulizia e umiltà; invero forse proprio questo il vero motivo della sua damnatio.
Un’ultima curiosità di natura linguistica, sempre scorrendo queste fantomatiche “Giornate dell’Onu”: il 20 marzo è la Giornata della lingua Francese, il 20 aprile quella del Cinese e il 23 aprile, compleanno di W.Shakespeare è il turno degli Inglesi, che il 21 maggio festeggiano anche la Giornata del loro adorato Tè; per continuare il 23 aprile con lo Spagnolo e il 18 dicembre l’Arabo, sino al 6 giugno che è la Giornata dell’innominabile lingua Russa, giorno del compleanno di A.S. Pushkin. Lingua Italiana e compleanno di Dante Alighieri, ovviamente non pervenuti nonostante nel Belpaese ci sia il 70% del patrimonio culturale dell’intero pianeta.
Consoliamoci, tenendoci ben stretta la nostra Scopa con la nostra civiltà greco-latina, le nostre radici Cristiane e quant’altro, magari festeggiando bontà loro il 10 ottobre la “Giornata della Salute Mentale”.
Andrea Cometti il 23 Gennaio 2025